CIMG2070 Non tornavo in riviera dall’estate del 2003 e in meno di 10 minuti mi sono ricordato il motivo. Una soluzione senza continuità di alberghi, pensioni, ristoranti, negozi, ombrelloni, lettini e auto ammassate in ogni dove. Girando tra le vie di questo paese dei balocchi pare subito evidente un diffuso stato di abbandono: muri scalcinati, vetri sporchi, porte scrostate con affissi cartelli che offrono affitto. Eppure… eppure i treni che portano in Romagna sono gremiti, le autostrade intasate, gli alberghi al completo e le spiagge sembrano un alveare nel periodo di piena fioritura. Nemmeno il mare mi aiuta a cambiare opinione per colpa di un’acqua perennemente torbida a causa del sovraffolamento. Ma noi siamo venuti qui per pedalare, la bici ci aiuta velocemente a dimenticare. Bastano poche pedalate per incontrare nel Parco del Monte S. Bartolo un fiume di ciclisti in tutina, come direbbe la mia collega Valentina, che spingendo su pedali di carbonio ci superano a razzo… pedalate voi con 40kg sotto il culo mi vien da dire! Ma poi si accostano, chiedono la destinazione del viaggio, ci incitano e mi vien voglia di abbracciarli questi colleghi in tutina! Si sale e si scende nell’ombra della strada panoramica che ci porta a Pesaro dove la bici si è unita alla metropolitana creando una splendida rete di piste ciclabili ben segnalate che ha preso il nome di “bicipolitana”. Quindi Fano e poi, passati sotto l’arco di Augusto, la via Flaminia è li ad aspettarci. Caldo, un caldo boia che oramai è già mezzodì ma Giulia è inamovibile: “ci si ferma a Fossombrone”. E allora via aiutati dalla Flaminia che nel giro di qualche chilometro passa dall’essere una brutta statale a un bel posto dove pedalare in tranquillità circondati da un bel panorama collinare. Fossombrone arriva presto e da li al Passo del Furlo è questione di minuti. Qui ci hanno fatto una riserva naturale, la gente viene a prendere il sole e a fare il barbecue come all’idroscalo ma vi assicuro che è tutta un’altra cosa. Le rocce a strapiombo formano un canyon dove scorre il fiume Furlo. Sulle rive i cinghiali, scendendo dalla boscaglia, si fermano a bere (almeno questo è quello che sostiene un signore al mio fianco mentre mostra al figlio le orme). Non ci sono discoteche, lettini, ombrelloni e grandi palazzoni. L’acqua è cristallina e qui si che mi viene voglia di farmi un bagno…. image Note tecniche

Gabicce è unita a Pesaro da una splendida strada panoramica mediamente impegnativa ma dal panorama mozzafiato(continui su e giù con pendenze tra il 4 e l’8%). Da Pesaro a Fano si può percorrere una comoda pista ciclabile che corre lungo la ferrovia (occhio ai numerosi bagnanti che la utilizzano per recarsi in spiaggia). Da Fano inizia la via Flaminia, i primi 10km circa sono quelli tipici di una statale di provincia con capannoni e negozi, poi migliora con un bel paesaggio collinare e poco traffico. La strada della gola del Furlo è stretta e poco trafficata, per una maggiore sicurezza è possibile percorrerla nella corsia dedicata ai pedoni (bici in fila indiana).

1 thought on “#adriaticotirrenoroad – da Cattolica alla gola del Furlo”

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *