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Stare in sella per tante ore per una settimana intera è sicuramente faticoso ma anche incredibilmente utile a chi utilizza frequentemente la bicicletta per sport e cicloturismo.
Per raggiungere ogni giorno la meta finale della tappa senza arrivare stremati è necessario gestirsi, dosare le forze, imparare ad ascoltare il prorpio corpo.
Si impara a pedalare con il rapporto giusto, a produrre il giusto numero di pedalate, a frenare quando è necessario e a far correre la bici quando la strada lo consente.
Si impara per necessità ma anche perchè più si prende confidenza con la bici più ci si diverte, si riesce ad arrivare lontani e a guardarsi intorno.
Ricordo ancora la mia prima vacanza in bici, stanziale con uscite in giornata, in compagnia dell’ oramai noto Roberto e dell’amico Alfio.
Loro, già esperti ciclisti, divennero miei istruttori personali per un’ intera settimana;
io, ciclista in erba, imparai sulla mia pelle quanto sia importante gestire le forze, conoscere iprorpi limiti, alimentarsi correttamente (memorabile fu un’ascesa al Passo Pordoi dove dovetti fermarmi a metà salita per coprirmi dal freddo in preda a una profonda crisi di fame).
Il viaggio è maestro di vita e il cicloviaggio è maestro di bici.

Note tecniche

La discesa di Orvieto dura poco, dopo pochi km si inizia a salire verso Porano con una serie di rampe molto difficili. Arrivati a Porano inizia un lungo falso piano veramente bello in un paesaggio splendido tipico della campagna laziale.
Superato il bivio per Bagnoregio inizia la discesa verso Bolsena.
Da Bolsena si segue la statale fino al punto più a nord del lago poi inizia un bellissimo tratto sterrato che porta fino a pochi km di Marta.

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