A parte il caldo umido, ma quello lo avevo messo in conto, il protagonista assoluto della mia breve permanenza malese e’ stato il traffico.
Per arrivare dalla stazione all’albergo (non più’ di 5/6 km) mi ci e’ voluta un’ora e un quarto di interminabile coda.
Tutti in auto, tutti da soli e tutti irrimediabilmente fermi. Cosi’ inizio a interrogare il tassista… salta fuori che quell’ingorgo e’ nulla in confronto al traffico del venerdì’ e che a KL e’ normale spostarsi ovunque in auto…
La benzina costa poco, i parcheggi pure, fa tanto caldo… e cosi’ ci si mette al volante e si smanetta al cellulare tranquilli, in attesa (qui sono tutti iper connessi molto piu’ di me!).

Parlando scopro che gli autobus sono gratuiti e che la metropolitana (monorotaia sopraelevata) ha un prezzo ridicolo…Ma come non avete ancora pensato al pendolarismo in bici!?! Cosi tutto felice propongo l’alternativa ciclabile ma vengo subito deriso… “troppa umidita! Non fai neppure in tempo a uscire di casa che sei gia’ bagnato!“. E su questo ha ragione, pero’…

Traffico a KL

KL e’ un ordinato casino totale, un cantiere a cielo aperto dove si costruiscono grattacieli a fianco di baracche di latta e Eternit.

Qui la pianificazione urbanistica, i PGT e i piani regolatori sono del tutto inesistenti.. Pare che tutto sia costruito senza un qualsivoglia tipo di logica..

La vita in strada e di notte e’ frenetica.. Tante culture diverse che si sono incontrate in un unico punto portando con se profumi, tradizioni, colori. Cosi’ puoi mangiare dei noodles di fianco a un kebabbaro e di fronte a un centro massaggi per i piedi.

La mia Malesia dura poco, il tempo di una notte e dell’ennesima coda verso l’aeroporto (questa volta pero’ e’ colpa di un incidente).
In ogni caso biciclette censite 0. Vedremo in Cambogia…

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