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Si potrebbe giocare a nomi-cose-città per raccontare tutto quello che abbiamo visto durante questo viaggio.
Potremmo raccontarvelo attraverso l’odore di salsedine dell’adriatico; di aghi di pino della strada panoramica di Gabicce; di umidità della Gola del Furlo; di asfalto bagnato a Gubbio; di incenso delle chiese di Assisi; di uva che matura nella strada verso Spoleto; di cibo di strada nelle vie di Orvieto; di lago a Marta e di fichi nell’ultima discesa verso Montalto di Castro.
Potremmo provare a raccontarvelo con i rumori e allora sarebbe il viaggio del baccano nelle vie di Cattolica; dello scorrere del fiume nella gola del Furlo; dei freni che pinzano il cerchio nella discesa verso Gubbio; delle preghiere cantate dai gruppi scout nelle piazze di Assisi; del vento lungo il fiume Teverone verso Spoleto; delle campane sulla torre del Moro a Orvieto; del canto dei Gabbiani a Marta e dello sciabordio del mare a Montalto di Castro.
Potrebbe essere raccontato anche con i volti delle persone che abbiamo incontrato e allora sarebbero volti coperti da caschetto e occhialini dei tanti ciclisti sulla strada panoramica di Gabicce; il volto furbo e giocherellone di Max che ci ha servito la cena a Gubbio; quello di colore dei monaci di Assisi; quello con occhi da pazzo di Filippo nella sua Osteria del matto a Spoleto; quello di Vinicio stampato sui manifesti a Orvieto che cantava li con biglietti troppo cari e per noi é rimasto un volto in foto; quello degli anziani signori al porto di Marta che giocano a fare i marinai indossando cappelli da capitano di vascello e quelli dei tanti bagnanti che in questo momento affollano la spiaggia di Montalto di Castro.
Potrebbe essere anche il viaggio dei colori, degli stati d’animo, dei sapori…
Questo perché é stato un viaggio lungo, intenso, faticoso ma anche incredibilmente bello e emozionante.
Insomma é stato un viaggio in bicicletta e, dal mio punto di vista, questo rimane uno dei modi più belli di viaggiare.

Note tecniche

Tappa facile con qualche leggera salitella.
Bella la prima parte fino a Tuscania con strade poco trafficate. Molto trafficato invece il tratto da Tuscania al mare (peccato, tutto questo traffico lo abbiamo trovato solamente negli ultimi 20 km del viaggio).

2 thoughts on “#adriaticotirrenoroad – da Marta a Montalto di Castro”

  1. Ciao,
    complimenti per il bel giro che avete intrapreso,
    anche io ho intenzione di fare un viaggio Adriatico/Tirreno con partenza da Fano e arrivo nella stessa zona dove siete arrivati voi.
    Ti chiedo se siete tornati in bici o con i mezzi pubblici ed in questo caso che via avete preso per tornare verso l’Adriatico?
    Ciao,
    Massimo.

  2. Ciao Massimo, grazie per il commento!
    Il mio rientro verso casa è avvenuto in treno (fermandomi prima per qualche giorno in provincia di Siena, senza pedalare).
    Non ho mai verificato la possibilità di tornare in treno verso l’Adriatico, mi dispiace.
    Tuttavia ricorda che è possibile caricare una bici montata solamente sui treni regionali (espressamente indicati) pagando l’apposito supplemento.

    Se hai altre domande scrivimi!

    Jacopo

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