Mi sveglio all’improvviso nel cuore della notte o in quella che il mio corpo crede sia. Il computer di bordo, oltre a una decina di splendide mappe che sembrano un regalo pensato apposta per me, mi da ragione: in Italia sono le 4.30 di notte.
A dormir poco  o male mi ci sono abituato in questi anni di ambulanza e al risveglio non ho più quella sensazione di spaesamento che mi accompagnava da piccolo. Mi addormento in un istante e altrettanto velocemente, quando apro gli occhi,  torno in possesso della mia lucidità.
In ogni caso questa situazione e’ strana anche per me perche’ svegliarsi e vedere il sole in piena notte non e’ cosa da tutti i giorni.

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Mi accorgo solo ora di essere veramente partito, di aver realmente iniziato il mio nuovo viaggio.
Non mi piace caricare gli eventi di aspettative e significati ma questa volta credo sia inevitabile farlo.
Ho comprato i biglietti qualche mese fa spinto dall’istinto animale della sopravvivenza, dalla necessita’ di darmi un obiettivo, di fare qualcosa che fosse unicamente mia.
Ora mi trovo qui, da qualche parte a 10.000mt sopra il Pakistan, a pensare che senza i cambiamenti sarei nel mio letto di Peschiera Borromeo e che tra 2 ore suonerebbe la sveglia… Invece… Invece tra 6 ore atterreró a Kuala Lumpur.
Domani niente ufficio per me, niente ciclopendolo, e ne sono felice.

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