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La sensazione è di vera festa, rilassatezza con una partenza facile anche per brocchi come me..

C’è tempo per guardarsi intorno e vedere il sole della prima mattina che si riflette nel lago di Lecco.

Tornante dopo tornate ci si spinge sempre più in alto fino alla Colma di Sormano (1.124mt) dove tutto intorno ( conifere, prati e steccati di legno…) fa pensare di  trovarsi in montagna.

Da lì si vola verso il lago in una discesa interminabile, a tratti molto tecnica fino al comune di Nesso. Turismo ittico si legge sull’insegna di un ristorante nel su e giù (o mangia e bevi come piace dire ai ciclisti navigati) che costeggia il lago fino alla famosissima Bellagio.

Curva a destra e il naso torna all’insù con la salita più dura del percorso che porta fino al museo del Ghisallo che se sta lì un motivo ci sarà e conquistarselo salendo in bicicletta è sicuramente grande soddisfazione.  Finita qui? Macchè! Altri tre strappetti veramente “bastardi” dove tutta la mia vena poetica va a farsi fottere lasciando il posto a sbuffi e colorite imprecazioni…

Poi l’arrivo, la doccia, la pasta e la famiglia di Fabio che ogni anno organizza la manifestazione. Mi commuovo mentre mi perdo nell’ammirazione per queste persone che hanno reagito alla morte con coraggio e dignità.

Applausi a tutti.

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