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Gli itinerari austriaci sono ottimi soprattutto perché segnalati dal primo all’ultimo km e percorrerli è quindi facile come andare a piedi da St. Jean Pied de Port a Santiago de Compostela. E se invece di viaggiare lungo un itinerario segnalato decidiamo di inventarci un nostro percorso? Sicuramente le cose si complicano ma con un po’ di impegno e qualche accorgimento tecnologico tutto è possibile!

Partendo dal presupposto che la segnaletica stradale, almeno in Italia, è pensata e dedicata principalmente alle auto, pensare di seguire i cartelli stradali può essere stressante e pericoloso con l’alto rischio di percorrere strade trafficate.
Le alternative realisticamente percorribili sono quindi 2: dotarsi di una cartografia ad una scala adeguata oppure affidarsi a strumenti di navigazione GPS.
Pur riconoscendo un indubbio fascino al viaggiare affidandosi unicamente alla cartografia cartacea nel caso del mio ultimo viaggio (da Cattolica a Montalto di Castro) ho scelto di farmi guidare da navigatore cartografico (Garmin Edge 800).

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ll motivo? Sicuramente non la comodità o la facilità. Mi spiego meglio: è impensabile utilizzare un navigatore da bici con la stessa logica con cui si utilizzano quelli da auto (scegli la destinazione e segui l’itinerario proposto) perché troppe sono le variabili da prendere in considerazione (altimetrie, tipologie di strade, tappe intermedie..) e per quanto possano essere dettagliate le impostazioni di questi strumenti siamo ancora ben lontani dalla possibilità di ottenere in automatico un itinerario ciclabile che soddisfi completamente le nostre esigenze.

Ho quindi scelto di affidarmi ad un navigatore perché per poter godere al massimo il viaggio avevamo l’esigenza di conoscere nel dettaglio la lunghezza delle tappe e il loro profilo altimetrico.

Quindi il viaggio è partito mesi prima con lo studio del percorso fatto su cartografie dedicate, cercando porzioni di itinerari già percorsi da altre persone, studiando con attenzione le altimetrie, provando a cercare le deviazioni più adatte alle nostre esigenze e capacità atletiche.

Ho disegnato le tappe al computer, con l’aiuto di atlanti per avere sempre presente la visione d’insieme, e poi cercando consigli e suggerimenti da chi quei territori li conosce meglio di me (magari perché ci abita o ancor meglio perché ci pedala!). In alcuni casi ho anche inviato mail ad alcune squadre amatoriali umbre e laziali per avere informazioni sui percorsi che avevo identificato.

A questo punto è stato sufficiente realizzate le tracce GPS e caricarle nel mio navigatore.

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E’ probabile che pianificare nei dettagli il percorse renda il viaggio forse meno romantico ma per viaggiatori non espertissimi e, soprattutto, poco allenati può risultare di fondamentale importanza. Conoscere con precisione la lunghezza delle tappe, il numero e la difficoltà delle salite da affrontare, consente di godersi in tutta serenità il viaggio potendo gestire più facilmente le proprie energie.

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