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Ma perché?

Quando racconti agli amici che vuoi andare da Milano a Torino, in bici, anche se piove, e ti basta guardarli negli occhi per capire cosa pensano.

Quando la mattina ti alzi e ancor prima di guardare fuori dalla finestra sai già che sta diluviando.

Quando ti incontri al Vigorelli con gli unici 3 pirla che hanno deciso di seguirti e uno di loro indossa i guanti per lavare i piatti (unico modo per tenere le mani asciutte, dicono).

Quando sei in strada da 2/3 ore e la pioggia non ti da tregua nemmeno per un secondo.

Quando ti fermi in un’autorimessa dismessa per mangiare una barretta al coperto e, strizzando i guanti, ti rendi conto che mancano ancora 110km.

Quando affronti le prime rampe della salita in località Rocca delle Donne – ma almeno qui ha smesso di piovere – e la tua ruota posteriore si affloscia.

Quando hai finito da mangiare e da bere e tutti i bar sono chiusi.

Quando mancano 30km e anche stare a ruota ti sembra un’impresa.

Ma perché?

Ho avuto questa domanda stampata in mente per tutta la giornata.

La risposta, come sempre in bici, è arrivata alla fine.

A Torino ho capito di aver pedalato per il piacere che provo nel guardare la foto di apertura di questo post.

Il sorriso, quello impresso su tutte le nostre facce bagnate, stanche e sporche è la risposta.

E’ stata un’impresa resa possibile grazie a Roberto, Alessandro e Andrea.

 

Ecco il video realizzato da Andrea

 

Questo invece il tracciato

E’ necessario precisare che non mi ritengo responsabile di eventuali errori di percorso, incidenti o altri disguidi che dovessero accadere durante  l’effettuazione di questo itinerario.

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