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Se vi dicessi che in Italia esiste una pista ciclabile di 230 km, in sede propria (ovvero completamente staccata dal traffico automobilistico), già realizzata, infrastrutturata, funzionante e praticamente senza salite?

Sono pronto a scommettere che in molti, anche tra chi ha già fatto qualche vacanza in bici, resterebbero sorpresi.
Si parte dal Passo Resia (confine tra Italia e Austria) e si giunge fino a Borghetto (provincia di Trento) passando per Malles, Bolzano, Trento e Rovereto. E’ poi possibile proseguire fino a Verona anche se la ciclabile non è più continua e in alcuni tratti si è costretti a proseguire lungo la strada provinciale.

Io l’ho “testata” nel tratto che va da Bolzano ad Avio. Queste le mie considerazioni.

Dove si trovano le informazioni?
La ciclabile dell’Adige rappresenta il tratto italiano dell’antica Via Claudia Augusta che collegava il Danubio al mar Adriatico.  Sul sito ufficiale è possibile impostare in autonomia l’itinerario esportabile in pdf (purtroppo solo in tedesco).
Lungo l’itinerario invece la ciclabile assume nomi diversi (Weinstrasse, Ciclabile della val d’Adige e Ciclopista del Sole) con una conseguente frammentazione degli enti che la gestiscono e la promuovono.

Come raggiungerla?
Essendo un itinerario lineare sconsiglio l’uso dell’auto.
L’alternativa ricade quindi sul treno con tutti gli aspetti positivi e negativi del caso. Il trasporto delle bici (intere, non smontate) in treno è permesso solamente sui regionali e qui bisogna mettere in conto alcuni cambi. Qui trovate tutte le regole del caso. Partendo da Milano sono necessari 2 treni per arrivare a Bolzano e altri 2 per raggiungere Malles.
Un’alternativa è quella di smontare la bici e riporla in una sacca che tuttavia risulta ingombrante, anche piegata, e quindi difficile da trasportare insieme al resto del bagaglio già attaccato al portapacchi. A questo proposito il telobici di Thinkbike potrebbe rappresentare una pratica soluzione (leggete qui cosa propongono).

Con che bici?
Partendo dal confine austriaco sono presenti alcuni tratti di sterrato per i quali mi sento di consigliare almeno un copertoncino da cicloturismo (700x 28), da Bolzano ad Avio (la tratta che ho percorso) invece la ciclabile è completamente asfaltata e in eccellenti condizioni di manutenzione.
Se prevedete di percorrerla in più giorni con bagagli al seguito il consiglio è sicuramente quello di farlo in sella a una bici da cicloturismo (una simile a questa per intenderci); se invece volete fare un’uscita di un giorno una qualsiasi bici va benissimo. A questo proposito mi ha stupito vedere come numerosi gruppi di cicloamatori la percorrano preferendola alla strada provinciale (cosa impensabile per i “gran fondisti” brianzoli che vedono nelle ciclabili un elemento di pericolo superiore a quello rappresento dalla strada a causa del pessimo stato di manutenzione, della loro frammentazione e del loro utilizzo scorretto dei vari utenti).

Come prepararsi?
La ciclabile, percorsa da Malles ad Avio, è spesso in discesa e negli altri tratti quasi totalmente pianeggiante. Unica “noia” il vento che soffia in direzione contraria quasi tutti i pomeriggi. E’ Preferibile percorrerla in primavera o a partire dalla tarda estate a causa delle temperature molto elevate.

Come orientarsi?
Il tratto che ho percorso è completamente segnalato anche se con una serie di segnali non sempre uniformi (si nota molto il cambio di provincia da Bolzano a Trento) e posti in modo impeccabile.
Se si possiede un navigatore gps l’uso della traccia può essere utile.

Dove mangiare? Dove dormire?
Non è una ciclabile isolata da centri abitati, rispetto ad altri fiumi (come il Po) l’Adige è vissuto fin sugli argini lungo tutto il suo percorso (almeno questo nella parte di itinerario su cui ho pedalato).
I servizi quindi non mancano. Ai classici bar e ristoranti si stanno affiancando i famosi “bici grill” ovvero strutture spesso in legno poste a margine della ciclabile che offrono ristorazione e servizi igienici in un clima informale ma decisamente piacevole.
L’alloggio invece va cercato con maggior attenzione (forse anche prima di partire) ma tra B&B, agriturismi, affittacamere e alberghi di sicuro non si rischia di dormire all’aperto.

Considerazioni finali
Il cicloturismo in Italia c’è e funziona, anche se molto è ancora da fare.
Questa ciclabile è stata creata per incentivare l’uso della bicicletta nei tragitti casa – lavoro. La fruizione turistica è giunta in un secondo momento e questo nonostante l’itinerario non si snodi sempre in paesaggi incantati e incontaminati (spesso si pedala costeggiando l’autostrada A22 o la trafficata statale, in zone periferiche e industriali).
La sicurezza è pressoché totale e garantita anche da numerose opere infrastrutturali (sottopassi, ponti, banchine a sbalzo) realizzati appositamente per consentire al ciclista di pedalare sempre in sede protetta minimizzando così le soste forzate dovute alle intersezioni stradali.
Unica pecca la mancanza di una segnaletica unica, di un sito web unico e, soprattutto, l’interruzione della ciclabile al confine tra il Trentino-Alto Adige e il Veneto. Elementi su cui sono sicuro si arriverà presto a una veloce soluzione.

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