Quel gran genio del mio amico
lui saprebbe cosa fare,
lui saprebbe come aggiustare
con un cacciavite in mano fa miracoli.

Ogni volta che penso a Roberto mi torna in mente questa canzone. Ora è vero che Roberto non è un mio amico ma il papà del mio migliore amico però è possibile che con un sillogismo aristotelico (o forse no ma erano anni che sognavo di scriverlo) lo possa diventare.
Insomma il rapporto tra me e Roberto è chiaro e rodato: io rompo e lui aggiusta; io creo un casino e lui lo risolve; io chiedo aiuto e lui c’è.
Ovviamente sto parlando di bici e in questo campo Roberto è un mago perché lì dove non arriva la riparazione di routine lui inventa una soluzione, trova una via alternativa.
Un giorno Matia Rossignoli (proprietario del famoso negozio milanese) mi ha detto: “non basta la pratica, per diventare un buon meccanico serve la manualità e con quella ci nasci”.
Roberto è cosi, lui sa dove mettere le mani e lo fa con  estrema eleganza.

L’ ultimo salvataggio risale alla scorsa settimana. A pochi giorni dalla partenza per un nuovo viaggio la tragedia si è manifestata sotto forma di reazione a catena: una vite  che non si avvita, un filetto che non fila e un porta pacchi che non porta… Panico, ansia, agitazione ma la soluzione era li a portata di mano. Ancora una volta il buon Roberto ha risolto il problema consentendomi di ripartire.

W Roberto e tutti i meccanici che ci permettono di continuare a viaggiare.

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