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Stufi delle lunghe code in auto? Esasperati dal continuo aumento del prezzo del carburante? Infastiditi dai ritardi dei mezzi di trasporto? Inaciditi dall’olezzo del compagno di vagone?
Bene, una soluzione possibile a questi mali potrebbe essere il pendolarismo in bicicletta.
Come ho spiegato in un recente post da più di un anno sono diventato un pendolare in bicicletta e ho deciso di condividere la mia esperienza tramite una serie di post.
Dunque, da dove partire?

Per ottimizzare i tempi di spostamento, abbattere i rischi ed evitare terreni accidentati è necessario pianificare con attenzione l’itinerario.

Per quanto possa apparire banale uno dei primi punti da tenere in considerazione è la scorrevolezza del tragitto: più semafori, incroci e interconnessioni ci sono più l’andatura media è lenta e più si fatica (a causa di ripetute frenate e partenze).

Ovviamente addentrandosi nel centro urbano aumenta il numero dei semafori e con essi le soste forzate. Nel mio caso incontro 28 semafori in 14 km: 24 si trovano nei 6 km urbani (velocità media 15 km/h) e 4 negli 8 km “periferici” (velocità media 20 km/h).

Velocità media
Tragitto lavoro – casa (dalla città alla periferia)

Un ulteriore aspetto da considerare è la superficie stradale: evitare il più possibile porfido, strade sconnesse e rotaie. I terreni accidentati aumentano i rischi di cadute, diminuiscono la velocità media e provocano un sacco di vibrazioni dannose per la bici e per la schiena. (A Milano il problema del pavè si può aggirare consultando il sito Bike District che consente di trovare il percorso ciclabile più confortevole).

E con l’illuminazione stradale come ci si deve comportare? Durante i mesi in cui è in vigore l’ora solare il viaggio di ritorno verso casa sarà sempre al buio e chi abita fuori città come può fare? Inizialmente credevo che fosse necessario pedalare esclusivamente lungo strade dotate di illuminazione pubblica ma poi ho scoperto le luci da randonnè: un autentico faro da motocicletta montato sulla vostra bici! Ecco quindi un problema eliminato con facilità!

Ovviamente il tragitto deve essere il più possibile sicuro e per far si che questo accada è preferibile sfruttare le piste ciclabili (ovviamente dove esistono) e strade a bassa densità di traffico (anche se per farlo si è costretti ad allungare di qualche centinaia di metri il percorso).

Detto questo è importante sapere che il percorso perfetto non esiste perché varia in base dalle nostre esigenze, all’ora del giorno (strade pericolose nell’ora di punta sono spesso sgombre durante il resto della giornata), alla presenza di lavori stradali o a interruzioni temporanee… L’unico modo per trovare la strada migliore è quello di effettuare una serie di prove, calcolando tempi di percorrenza e pericolosità arrivando così alla scelta definitiva.

In ogni caso l’obiettivo è quello di ottenere un giusto compromesso tra tutti questi elementi per far si che lo spostamento divenga un momento piacevole della giornata e non un’ulteriore fonte di stress o preoccupazione.

2 thoughts on “Scegliere la giusta strada – Pendolarismo in bici”

  1. Ciao Jacopo. Ti ho trovato seguendo il videopost su BicycleTv, e sono felice di essere in ottima compagnia. Anche io da anni pendolo sui pedali ogni giorno dell’anno, 21.5+21.5 km, e mi sono riconosciuto in tantissimi pensieri e consigli che dai nel tuo ottimo blog.
    Non demordere.
    Non sei da solo.

    Luca

  2. ciao,

    anche io pendolo in bici (35 + 35 km) non quotidianamente ma 1-3 volte a settimana. Lavoro un pò lontano da casa e non tutti i giorni riesco ad organizzarmi. Mi piacerebbe sentire anche altre storie di pendolari in bici.

    Saluti

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