“Sei mai stato ad Eurobike? Allora non puoi capire quanto vale realmente questo settore”

Pareva una frase fatta, la tipica cantilena dei commercianti o dei produttori di bici che vogliono “farsi un po’ grossi”.

Pareva

Cosi’ alla fine ci sono venuto qui, in Germania, nell’impronunciabile comune di Friedrichshafen sulle sponde del lago di Costanza, che per arrivarci dall’Italia (senza usare l’auto) devi fare un casino che la metà basterebbe a rinunciarci.

Eppure

Il paese natale dei famigerati dirigibili Zeppelin (andate a visitare il museo perche’ il viaggio vale l’esperienza) ospita da oramai 22 anni la fiera di bici più importante d’Europa in un polo fieristico ben attrezzato ma veramente sperduto, scomodo da raggiungere e con un numero talmente basso di strutture ricettive che sei costretto a pernottare a km di distanza.

Ma nonostante questo

Centinaia di stand da quelli microscopici e assurdi che vendono solamente guaine a quelli giganteschi e modernissimi dei grandi marchi internazionali.
Non manca nessuno a questo evento (in realtà a questa edizione Specialized non si e’ presentata. Scelte di marketing, dicono) da ogni parte del mondo chiunque produca un qualunque oggetto  o venda un qualunque servizio che ha a che fare con la bici si ritrova qui.
Per chi è italiano e lavora nel turismo (come me) l’evento fieristico di riferimento è la BIT di Milano. Ecco, Eurobike è la BIT di 10 anni fa. Partecipata, gremita di persone, eventi, prodotti, novità.
E’ un mondo sterminato che vivendo in Italia non si riesce a percepire nella sua interezza. Ci sono aziende che producono esclusivamente abbigliamento tecnico da donna, altre che fanno borse da viaggio unicamente per bici da corsa, oppure solo impermeabili o ancora unicamente “caschi da città”.

Eppure vendono, guadagnano, crescono

E poi il turismo in bici dove addirittura Israele vende “fantastiche emozioni sulle due ruote”. Seriamente, a voi verrebbe mai in mente di fare un viaggio in bici in Israele?

Tra i tanti marchi molti, moltissimi sono italiani ma il commercio e’ tutto d’esportazione. L’AD di un importante marchio italiano mi ha confessato che l’80% del loro fatturato 2014 sarà estero.
Molti, moltissimi di questi prodotti e servizi non arrivano sulle nostre strade. Perché non c’e mercato, perché da noi la spesa media per una bicicletta e’ ridicola, perché’ i furti da noi sono una piaga ma anche perché non percepiamo il valore di prodotti tecnici così avanzati spendendo senza problemi 800 € ogni 2 anni per un cellulare ma indignandoci di fronte all’idea di investirne 1.000 in una bicicletta che può accompagnarci per almeno 10.

Invece

Invece qui in Germania, ma anche in molte altre nazioni, la bici è vacanza, mobilità urbana, sport, divertimento, avventura, scoperta, moda.
Anche ora, mentre scrivo queste righe, ovunque mi giri vedo persone in bicicletta. E mi incazzo.
Mi incazzo perché tutto questo avviene nonostante i 17 gradi, la pioggia battente e il vento infame.

E da noi?

In questo momento, sul lago di Como, nella piana di Assisi, nella valle d’Itria e ai piedi dell’Etna quanti cicloturisti ci sono?

La bicicletta, in tutti i suoi usi e derivazioni, dà lavoro a migliaia di persone, crea un indotto molto più’ ampio e redditizio di tanti altri settori, azzera l’impatto ambientale derivato dal pendolarismo, dà vita a un turismo lento, sostenibile e rispettoso.

Abbiamo ancora molto lavoro da fare  e rendersene conto sarebbe già’ un passo importante.

1 thought on “Sei mai stato ad Eurobike?”

  1. Ieri parlando con un negoziante milanese, abbastanza evoluto, si diceva che tra Italia e resto del mondo “ciclistico” c’è sempre il solito gap. In realtà, dopo aver visto Eurobike, credo che il gap stia crescendo. In particolare lo spread ciclo-turistico. E siamo il paese più ambito del mondo per il turismo in bicicletta…

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