L’ultima volta che ho scritto in riva al mare ero sul Tirreno, a Montalto di Castro.
Ora sono ancora in spiaggia ma sul Baltico, a Tallin. L’aria é frizzante e l’acqua pare quella del Ligure a giugno (niente bagno per me) ma per il resto é mare vero questo.

Nell’ Estonia che sto conoscendo, o almeno a Tallin, il confronto con il passato é continuo, costante, perenne. Pare che in certe vie il lato sinistro sia sovietico e quello destro scandinavo. Le basse case di legno, invecchiate dalla salsedine, vivono tra palazzi di vetro (tutti costruiti negli ultimi 20 anni) e immense piazze d’armi imposte dal regime (vere e proprie colate di cemento).
Tutto ciò che é ereditato dall’URSS é decadente, fatiscente, rovinato e spesso disprezzato nelle parole degli estoni.
Stando qui, su questa piccola spiaggia, circondata da cantieri navali, ho la certezza di essere l’unico straniero.
Il turismo (per la maggior parte proveniente dalle gigantesche navi da crociera) é tutto concentrato nella piccola Disneyland del centro storico.

Paese piccolo questo, piccolissimo, con appena 1,3 milioni di abitanti che parlano una lingua solo loro e che vanno fieri della loro indipendenza.
Per scoprire qualcosa in piú su questa città ho approfittato della presenza di un gruppo di ragazzi che ha creato il “city bike hostell“. Recuperando un vecchio edificio del centro, riempiendolo di svariate biciclette, caschi e pezzi di ricambio, hanno iniziato a fornire una serie di servizi che vanno dalle visite guidate al tour operating.
In poco più di due ore é possibile scoprire con loro la vera Tallin (quella fuori dal centro) grazie ad una piacevole pedalata e all’entusiastico racconto di una delle loro giovanissime guide.

Che poi dipende sempre da cosa uno cerca nei luoghi che visita; nei musei ci vado, ma non riesco a fare a meno di preferire agli itinerari turistici il parlare con le persone e il vedere come vivono. Cosi, nello stare sdraiato su questa spiaggia, con la bici a noleggio riversa al mio fianco, mi sento anche io un poco estone e ne sono felice.

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