Ricordo ancora quando da ragazzino passavo le serate a guardare la carta dell’Europa appesa al muro nella mia piccola camera di Minoprio.

Ricordo come tentavo di convincere il buon Alfio a inforcare una bicicletta per andare a scoprire l’Europa. Immaginavo cosi il mio viaggio premio per la fine degli studi.

Le cose poi andarono diversamente, quella vacanza la passai a Riccione (con un furgone cassonato e le biciclette legate alla bell’e meglio) in compagnia di tre splendidi amici.

Di viaggi in bici poi ne ho fatti altri ma mai in quella forma, di quella portata lì, con quelle distanze che avevo in mente scorrendo il dito tra una strada e l’altra.

Poi quest’inverno mi ritorna tra le mani “Tre uomini in bicicletta” e cosi, come di incanto, l’idea di un viaggio “eroico” in bici si ripropone nella mia mente e incomincia a picchiettarmi contro la tempia come un martello… Si, picchiettarmi.

Abbandono un ipotetico viaggio in Iran (non a pedali) e inizio a disegnare la rotta senza sapere ancora come, con chi o quando partire.

Spacco le balle a chiunque, lo propongo in mille forme diverse ad amici e colleghi.

Da febbraio a giugno il viaggio cambia forma, compagni, periodi, motivazioni ma mai tratta. Quella è certa:

Trieste – Istanbul

Tutto si concretizza poche settimane fa quando mio papà si propone volontario.

Mi scorterà con la sua auto per 17 giorni, 1.851 km e 9.860 mt di dislivello.

Partiremo il 31 luglio da Trieste con pochi km nelle gambe ma un sacco di voglia di viaggiare, muoverci, scoprire.

Si va contro corrente, si va verso oriente, si va a cercare questa Europa che non si capisce più dove stia di casa.

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